Altre storie a Teatro

Teatro di narrazione

Racconti dal vivo che mi vedono impegnato in prima persona prima sulla carta e poi sul palco, dove l'anima dell'autore si mescola a quella dell'attore in quello che viene definito Teatro di narrazione: il mezzo espressivo più efficace per molte delle storie che voglio raccontare.

Il richiamo della Salita


di e con Francesco Mattonai

Sentivo da tempo la necessità di confrontarmi con un monologo e di farlo da narratore, ancora non mi rendevo conto che volevo fondere due attività che mi piacciono molto, la scrittura di racconti e lo spettacolo dal vivo. Mentre mi guardavo intorno alla ricerca della storia giusta, l’amministrazione del comune di Barberino val d’Elsa mi propose di realizzare un breve intervento sul ciclista Marco Pantani, per il passaggio del Giro d’Italia nel 2016. Fu una folgorazione: ricordavo vagamente la figura di Marco, la sua veloce ascesa alle cronache e la repentina caduta. Studiando la sua vicenda scoprii il ciclista dietro i fatti di cronaca e a distanza di dodici anni dalla sua morte mi riscoprii suo fan. Così il breve intervento è diventato uno spettacolo di 80 minuti in cui ripercorro i fatti principali della sua carriera, convinto che la parte interessante della sua storia sia quella dagli esordi fino alla doppietta del ’98, nei quali un atleta enormemente dotato deve imparare a vincere dalle sue molte cadute. Ovviamente non manco di affrontare anche i fatti successivi, che concludono il rapporto tra Pantani e le amate salite.

L’opera approvata dalla famiglia Pantani ha esordio nel maggio 2016, prodotta da Associazione TeAltro, prima in vari spazi teatrali toscani, e dal 2019 anche oltre, venendo rappresentata perfino a Cesenatico, patria di Pantani.

SGUARDI - Appunti africani di un improbabile viaggiatore


di e con Francesco Mattonai

Viaggiare per i villaggi africani, emarginati e dimenticati, non è un’attività di tutti i giorni ed è alquanto sorprendente. Le condizioni di vita estrema sono legate ad un’altrettanta esagerata forza di vivere. Raccontare questi estremi: il pendolare tra entusiasmo e disperazione per quello che vedevo, l’affetto ricevuto e il senso di inadeguatezza, la forza e la disperazione di chi incontravo; per anni non sono riuscito, con tutta la frustrazione che mi procurava, amando raccontare. Infine, proprio grazie al teatro di narrazione, i sentimenti si sono messi in fila e hanno trovato il canale espressivo: lo sguardo. Oltre ovviamente alla voce. Così nasce il racconto dei miei viaggi in Ciad e Kenya, mescolati nell’ipotetico viaggio on the road di un gruppo di quattro amici, un viaggio in cui non manca l’autoironia, perché forse la cosa più spiazzante è proprio la difficoltà che hanno europei e africani a capirsi, nonostante le migliori intenzioni.

L’opera ha esordito nel 2018 nella rassegna M’Arte dì del Cinema Olimpia di Tavarnelle Val di Pesa, continuando il suo percorso in vari spazi teatrali fra Firenze e Prato.

Stile farfalla


di Francesco Mattonai con Lucia Agostino

Come restare insensibile davanti agli sconvolgimenti di questi ultimi anni in Siria? Ho sentito il bisogno di raccontare, nel mio piccolo, questa terribile guerra civile. Al contempo quale percorso seguire per non cadere nel pietismo e creare solo una galleria di orrori? Ancora una volta lo sport mi è venuto in aiuto: ispirata ad una storia vera, quello di Aisha è il percorso di una promettente nuotatrice che per tenere vivo il suo sogno si districa tra le difficoltà di una guerra civile e poi, percorrendo le tratte dei migranti, cerca una nuova vita, fino a raggiungere il sogno di gareggiare alle Olimpiadi.

Anche questa opera è nel solco del teatro di narrazione, ma a due voci: quella del narratore (Francesco Mattonai) e quella in prima persona di Aisha (Lucia Agostino).

Lo spettacolo ha debuttato il 15 dicembre 2017 al Teatro Regina Margherita di Marcialla. L’anno successivo il testo è entrato in concorso alla XVIII edizione del Premio Giacomo Matteotti, patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, aggiudicandosi una menzione nella sezione Letteratura e Teatro, ritirata presso Palazzo Chigi in Roma.

Un opera di teatro civile, che ci offre l’opportunità di avvicinarci ad un popolo dilaniato dalla guerra grazie all’empatia che suscita questa piccola storia emblematica

Storie di Onirica realtà / Racconti di un matto


di e con Francesco Mattonai

"La mia vita tra Chianti e Valdelsa dove prima o poi riversarsi nei miei racconti. Il viaggio di Nanni parte da una piccola frazione e spazia per il territorio toscano alla ricerca di opportunità che forse non ci sono più. Un contenitore di storie del passato rurale e del presente "post boom economico". Un omaggio alla mia terra, a mio padre e i suoi molti acuti aneddoti".
Ideato e realizzato nel 2017 per il XXX° Tignano Festival, come omaggio alla sua storia e i suoi temi; è stato poi ripreso e trasformato, con l'aiuto di Michele Guidi, per la performance collettiva Promenade del 2019 a Meliciano (AR) di Broken Jump, sul tema "Radici".

Teatro di prosa

Oltre ai vari spettacoli di prosa realizzati negli anni con la compagnia TeAltro, ho collaborato in veste di autore anche ad altre opere.

TeAltro


Produzioni originali della compagnia

Con "Non si spolverano le farfalle" inizia il percorso della compagnia, che anno dopo anno si cimenta in nuovi generi: dalla commedia, al dramma, al noir, tra classici e opere originali.
TeAltro —

Gibsy


Una produzione Teatro delle stanze
di Francesco Mattonai
con Mirko Batoni, Diego Conforti, Alessandra Niccolini.

"Mirko, da sempre affascinato alle storie dei popoli rom ha iniziato a raccontarmi le vicende di vari personaggi, per convincermi a portarne una in scena. C'è infine riuscito con questo pugile atipico e affascinante, che mi porta per la seconda volta nella Germania degli anni '20."
La vita del pugile Sinti tedesco Johann Trollmann riprende vita nella mia prima collaborazione come autore e regista col teatro delle stanze. Il debutto al teatro di Marcialla nel Gennaio 2020.

Il film invisibile


Una produzione Teatro riflesso
di Francesco Mattonai
con Irene Biancalani, Alessandro Scavone e Valentina Paoletti e Marco Rugi.

"Guardando i contenuti extra nel DVD di Metropolis mi trovo davanti ad un’intervista fatta al regista Fritz Lang, ma non un giovane degli anni ’20, bensì un uomo avanti con l’età, stanco, con una benda su un occhio, che racconta la nascita del film con una certa amarezza. D’un tratto ricorda che il finale che lui aveva pensato era diverso e conteneva una fuga verso la Luna, ma che lo aveva cambiato su insistenza della moglie e che in fondo aveva ragione lei. Dopo fa un lungo sospiro. Io dietro a quel sospiro ci ho visto una storia..."
Il complesso rapporto tra Fritz Lang e Thea Von Harbou è il mio primo confronto con la Germania della repubblica di Weimar e va in scena una prima volta nel 2014 presso il Teatro dei Varii di Colle val d'elsa, per essere poi ripreso e perfezionato nel 2016.